Diario di bordo
18-02-2011
ICHNUSA
Un’antica leggenda narra che gli dei, al tempo della creazione, attingessero da un sacco celeste la materia da plasmare per dare forma alle terre e ai continenti. Quando nel sacco non erano rimasti che pochi miseri sassi, gli dei li gettarono in mare e li calpestarono, lasciando la loro impronta. La terra che si formò era rocciosa e desolata, non adatta alla vita. Allora gli dei presero dalle altre parti del creato la più bella vegetazione e gli animali più curiosi, donando all’isola una natura fantastica.
Nasceva così Ichnusa, ovvero quella che oggi conosciamo con il nome di Sardegna.
Ecco dunque svelata l’origine di questo nome. Il significato di “impronta” coincide con le prime testimonianze storiche sulla Sardegna: quelle dei naviganti greci, che paragonarono la sua forma a quella di un piede umano (da ichnos = orma di piede), o quelle dei fenici, che si tramanda furono i primi a chiamare questa terra Ichnusa.
16-02-2011
Homo Calabascium
L'Homo Calabascium è un mammifero bipede, appartenente alla famiglia degli ominidi. L'Homo Calabascium ha un cervello che il sabato notte tende a dissociarsi dal corpo.
Questa specie umana ha avuto origine a Cogoleto nel 2005. Da allora, si è diffusa su tutta la superficie delle terre emerse.
Similmente alla maggior parte dei primati, l'Homo Calabascium è un animale sociale. Innumerevoli e variegati gli stili di comunicazione, che fanno dell'Homo Calabascium l'essere più intraprendente e disinibito tra i suoi simili. Corteggiamento incontrollato, mugolii e convulsioni non sono che alcuni dei sintomi di un momento di autoespressione.
L'Homo Calabascium crea coi suoi simili complesse strutture sociali composte da gruppi in cooperazione e competizione.
L'interazione sociale ha introdotto una larghissima varietà di tradizioni, rituali e regole comportamentali, per cui oltre ai momenti di condivisione sociale ufficialmente riconosciuti, esistono aggregati occasionali per esempio per panem et salsiccium grigliorum, l'alimento preferito dalla specie.
L'Homo Calabascium è facilmente riconoscibile perché ha venticinque dita: dieci alle estremità inferiori, dieci alle estremità superiori e cinque tatuate sulla pelle delle braccia, o della schiena, segno dell'affetto del capobranco.
Il motto dell'Homo Calabascium è Birra et trastulla.
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